dicembre

La neve scende impalpabile e leggera, la guardo dalla finestra della casa di Varese e mi regala una calma inattesa. Ne ho bisogno perché lo scorso mese è stato molto faticoso, è mancata la mia mamma ed ora sono qui a guardare fuori dalla finestra questi fiocchi bianchi e a pensare.

Il mio amore per il Natale forse mi deriva anche da lei, e quello che stiamo vivendo sarà forse il Natale più strano della nostra vita ma sempre un periodo di gioia deve essere.

Così ieri sono scesa in cantina ed ho iniziato a portare in casa qualche scatolone. Il camino si è vestito di lucine, rami di abete, una piccola ghirlanda di fette di mandarino essicate in forno qualche giorno fa e della mia collezione di boule de nèige.

Sono apparse anche le calze appese a delle belle renne che mi regalò tantissimi anni fa (diciamo una ventina?) Jennifer. Le riempirà la sig. Befana e speriamo non ci sia solo carbone….

Quando ero bambina la mia mamma ci metteva: mandarini, arachidi, qualche pezzetto di carbone, una buona dose di caramelle ed un piccolo regalo. A casa nostra la Befana aveva l’onore di portare via il gigantesco albero che troneggiava in un angolo della sala da pranzo e a me dispiaceva un sacco non poter più ammirare le palle delicate e le lucine colorate.

La nostra tradizione di decorare l’albero tutti assieme sarà rispettata anche quest’anno anzi avremo Margherita che renderà tutto speciale.

Ci saranno dei cambiamenti difficili da affrontare ma la vita è così e va affrontata con coraggio sempre.

Voi cosa fate di bello? Quest’anno sembra che tutti si siano portati avanti con le decorazioni e tutto il resto, anche voi?

Vi abbraccio e prometto che mi farò viva presto!

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Aspettando il Natale

Mi è tornato il desiderio di quei giorni, quando la vita aveva un passo più tranquillo, le piccole cose avevano un valore diverso anche perché a tutto si dava importanza. Oggi è tutto cambiato, non dico in peggio ma l’immagine dell’accensione dell’albero mi ha fatto tornare alla memoria un mondo diverso. Mi ricordo il profumo dell’abete vero che la mamma faceva portare a casa e che Gesù Bambino aveva il compito di addobbare la notte di Natale, la nonna che preparava il suo speciale patè, la cui ricetta ha tenuto nascosta sino a quando si è resa conto che sarebbe stato meglio svelarla alla mamma. Oggi lo preparo io e spero che anche i miei figli lo associno al  Natale, ad un cibo speciale che si fa sempre qualche giorno prima del 25 e che si mangia tutti assieme seduti alla  tavola imbandita. Mi ricordo i nonni che arrivavano per il pranzo, i pacchetti che si aprivano, i visi sorridenti.

Ho sempre amato il Natale con tutte le nostre tradizioni. La messa di mezzanotte, i miei figli che dopo aver brindato con noi scappavano a festeggiare con gli amici più cari, il pranzo tutti assieme: nonni, zii, nipoti, fratelli. Una baraonda magnifica che quest’anno mi mancherà ma mi rifarò il prossimo anno, quando magari la famiglia sarà più grande.

Voi cosa state facendo? State pensando al pranzo? Ai regali? All’albero? Nel prossimo post vi racconterò del mio albero di Natale, comperato vicino a casa e con palline tutte nuove ma che porteranno al nostro rientro ricordi americani. Quelle che abbiamo raccolto in tanti anni sono rimaste a Varese assieme a quelle che  metteva la mia mamma sul nostro abete, sì perché ad un certo punto ho smesso di credere a Gesù Bambino ed ho cominciato ad aiutare la mamma a farlo.

Buoni preparativi a tutti! 

Domenica

Finalmente arriva la  domenica!

La giornata dedicata al riposo, alla colazione fatta in vestaglia in tutta tranquillità, alla lettura del giornale a letto (sì mi piace un sacco, voi lo fate?)

Oggi è la mia ultima domenica varesina e me la sto prendendo calma. Dopo le ultime settimane frenetiche, oggi ho deciso che sarà una giornata molto  hygge. Abiti comodi, una passeggiata  con Zion che martedì partirà per New York, una merenda con la mia mamma in una pasticceria dove mangerò una meringa e dove lei si berrà il suo tè al latte. Piccoli momenti che saranno preziosi e che mi porterò aldilà dell’oceano.

Buona domenica  a tutti, voi cosa fate?

 

 

 

foto Pinterest

La suocera

Avete presente quante barzellette sono state inventate per le suocere? E tante ne inventeranno ancora. Penso però, che oggi la suocera sia diventata decisamente più simpatica di qualche anno fa.  Almeno lo spero perché sarò fra quelle che ricopriranno il ruolo.

A ben pensarci tutte le mamme andranno ad “ esercitare la professione” più scomoda al mondo. Si perché se le mamme dei maschi  – è il mio caso – dovranno vedersela con le nuore, situazione spinosissima sino a qualche decennio fa, le mamme delle femmine diventeranno comunque suocere di baldi giovani  che sono generalmente più accomodanti delle signorine 😉 e con cui dovrebbe essere generalmente più facile andare d’accordo. (salvo eccezioni).

Stavo cercando articoli sulle suocere. Ne ho trovati parecchi e la cosa bizzarra è che tutti sono delle specie di manuali su come difendersi  dalla suocera. Accidenti – ho detto – non siamo messi benissimo. Anche la letteratura è ricca di volumi sull’argomento. Lì, fortunatamente, ho trovato titoli meno preoccupanti. Uno addirittura diceva: I ❤️ suocera. e mi sono rinfrancata.

Ma quali sono i sentimenti che più facilmente suscitano le suocere? Eccoli qui : (ne avrò saltati tantissimi in questo micro elenco, portate pazienza….)

  • simpatia
  • soggezione
  • gentilezza
  • critica
  • rispetto
  • amicizia (ho letto che è assolutamente sconsigliata🙄)
  • insofferenza (qui si possono scrivere fiumi di parole sulle motivazioni)
  • astio
  • rivalità
  • affetto

Ma essere suocera ci mette sempre in una posizione scomoda? Voi che ne pensate? Che rapporti avete con vostra suocera? Più si è giovani e più sono generalmente complicati. I motivi sono mille, da quelli futili tipo a pranzo della domenica voglio fare ciò che voglio a quelli più seri dove si nota una vera belligeranza da una delle due parti. Con l’età generalmente le cose migliorano, noi nuore ci addolciamo avendo ormai acquistato sicurezza per quanto riguarda la nostra famiglia e così riusciamo a vedere la suocera come la mamma di nostro marito. Colei che lo ha fatto diventare l’uomo di cui ci siamo innamorate. Si perché senza ombra di dubbio il suo imprinting é stato determinante come lo sarà il nostro sui nostri figli, maschi o femmine che siano.

 

Un centrotavola per Pasqua

La tavola di Pasqua è la prima tavola “veramente primaverile”. Generalmente in questo periodo sono così stanca di colori scuri che sogno i rosa, gli azzurri e tutti quei colori delicati che sanno di giornate con il sole, temperature miti e primavera. Su queste tavole quello che proprio non può mancare è un bel centrotavola anche se, a ben pensarci, è l’unica cosa non  indispensabile….. Infatti mentre  tutti gli altri oggetti: posate,  piatti, bicchieri,  brocca dell’acqua sono necessari lui, il centrotavola, è proprio un vezzo. E’ un vezzo a cui io non posso fare a meno specialmente se mi accingo ad apparecchiare una tavola di festa. Che siano serate con amici, pranzi in famiglia o un invito all’ultimo minuto cerco di abbellire la mia tavola con un fiore e qualche candela.

Qualche pomeriggio fa ero in cerca di un’idea per il centrotavola da utilizzare a  Pasqua e così sono entrata in uno dei fiorai più belli di Varese Cellini Fiori ( via Veratti 11 Varese). Alessandra (terza generazione che si occupa con amore di fiori) mi ha accolto con un sorriso e mi ha permesso di curiosare fra le ceste fiorite, le orchidee, le piante grasse e le sue belle composizioni.

Mentre ero lì un’idea e così ho chiesto ad Alessandra se mi poteva spiegare come fare un centrotavola. Risposta affermativa e felicità mia!

Sul bancone appaiono una spugna ben impregnata d’acqua, una foglia di aspidistra, due garofani color crema, due garofani verdi ( si chiamano green trick….) una rosa arancio, alcuni ranuncoli e tre piccole uova di quaglia.

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Mentre Alessandra ricopre l’oasis con la foglia chiaccheriamo e scopro che ha lavorato negli States, che ogni tanto torna a Rhode Island e New York per lavoro e che la sua famiglia gestisce il negozio di fiori dal 1945. Mentre parla le sue mani non si fermano un attimo e i miei occhi seguono tutto. Dopo aver preso il primo garofano taglia il gambo in obliquo e lo mette nell’oasis, seguono tutti gli altri fiori e per finire le ovette di quaglia. Sembra facile e lei conferma che lo è. Questo è il primo lavoro che insegna durante dei corsi che tiene proprio qui, nel suo negozio (il prossimo sarà il 12 aprile)

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Il risultato finale mi piace e lo vedrei bene su una tavola color crema con qualche tocco arancio come delle posate color rame. Che dite?

Sempre  in cerca d’idee ho trovato su Pinterest alcune composizioni che mi sono piaciute. Le ho raccolte qui sotto. Ho pensato che potevano essere d’ispirazione per preparare una bella tavola pasquale. Alcune sono eleganti altre più rustiche, ci sono candele, coniglietti e uova; tutte hanno in comune bellissimi fiori di stagione e tanta fantasia.

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Un bel centrotavola parla e racconta ai nostri ospiti quanto siamo felici di averli alla nostra tavola,  quanto teniamo alla loro compagnia e quanto desideriamo condividere con loro momenti da ricordare.

Forza all’opera!

 

 

Il Ringraziamento

Vi sembrerà un titolo strano e non vi posso dare torto. Ma di cosa parla ora Gisella? La festa del Ringraziamento è una ricorrenza prettamente americana ma in casa nostra è abbastanza sentita e festeggiata da parecchi anni e così anche quest’anno abbiamo fatto il nostro Thanksgiving. Lo abbiamo posticipato di 2 giorni per questioni organizzative (ad eccezione di Roberto che lavorando con gli Stati Uniti fa vacanza, tutti gli altri erano regolarmente alla loro scrivania….) ma alla fine ci siamo seduti a tavola e abbiamo mangiato il nostro Mr. Turkey più altre mille cosette….

Pensare al significato del Thanksgiving è cosa che dovremmo fare più spesso. Ringraziare per quello che abbiamo e che riteniamo normale: gli affetti, la salute, le amicizie, il lavoro, il tempo per fare quello che amiamo. Generalmente alla nostra cena mio marito prende la parola per fare un mini discorso, ieri sera l’ho presa anch’io e poi mi sono così emozionata che alla fine ho detto: “ non ci riesco….” sono diventata rossa come un pomodoro e mi sono salite le lacrime agli occhi. Ma oggi condivido con voi quello che mi sarebbe piaciuto dire ieri sera.

Vorrei ringraziare tutte le persone che mi stanno accanto: Roberto che nonostante i nostri 40 anni e passa di assidua “frequentazione” continua ininterrottamente a supportarmi e a spronarmi in tutte le cose che faccio; lo fa con attenzione, orgoglio ed infinito amore. I miei figli Niccolò e Tommaso, sono una mamma fiera degli uomini che sono diventati: seri, affettuosi e sempre presenti nei momenti che contano. Le loro ragazze che con “coraggio” si sono sedute con noi e che li rendono felici, grazie lo dice il cuore della loro mamma. Gli amici che erano seduti alla mia tavola e che non vedo così spesso come vorrei ma che sento comunque vicini e su cui so di poter contare sempre. Amici di lunga data,  persone affettuose e a me care. Un grazie lo voglio dire anche a tutte voi che leggete e che chiaccherate con me attraverso questo mio spazio, mi piace pensare che siamo diventate un bel gruppo e che spero continueremo così anche in futuro.

Vi lascio con l’autoscatto di ieri sera ed un grande abbraccio. Grazie di cuore!!!

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