It’s a girl!

Sapete  cos’è una Baby shower? Io ne avevo un’idea ma solamente quando Verdiana mi ha invitata l’ho scoperto veramente.

Attendere un bambino è sicuramente uno dei momenti più gioiosi per  una donna. La felicità impera, il pensiero corre verso il bimbo che sta crescendo dentro di te, la curiosità di vederlo, la voglia  di poterlo abbracciare, di cantargli le ninnananne, di riempirlo di baci, la preoccupazione di essere una brava mamma, di saper affrontare il cambiamento, l’idea del parto. Tutti questi pensieri e mille altri, passano nella mente di una donna durante i 9 mesi di attesa.

Ma dunque, tornando alla baby shower, vi posso dire che è un modo molto carino di festeggiare la mamma ed il suo pancione. Esiste anche un’etiquette, che è stato interessante imparare. Vi racconto in modo che se aveste l’idea di organizzarne una sarete super informate e non cadrete in nessuno tranello 😉

Chi la organizza?

La Baby Shower generalmente viene organizzata da un’amica, la sorella, una collega di lavoro oppure più persone. Sapete perché? Per il semplice motivo che è l’occasione per fare un regalo al bimbo che nascerà e perché se la organizzasse la mamma sarebbe come dire fate un regalo, please… e la buona educazione dice che è “meglio di no”. Però la mamma se lo desidera può chiedere a chi la organizzerà se ha bisogno di aiuto.

Come e dove?

Generalmente la festa ha un piccolo buffet dolce e salato, qualche bottiglia per brindare, qualcosa di analcolico e ovviamente una bellissima torta. Dove? A casa, in uno spazio affittato, al parco (se la stagione lo permette). Alla baby shower di Verdiana c’erano anche palloncini, piccole maschere, bandierine e un delizioso questionario dove ognuno rispondendo a delle domande poteva dare la previsione sulla data di nascita, sul peso, alla somiglianza… super funny! È un pensiero gentile dare un piccolo ricordo della festa, (qui si chiama party favor) niente di particolatmente prezioso: un sacchettino di cioccolattini incartati rosa o azzurri, oppure uno smalto del colore del nascituro o qualsiasi altra idea possiate trovare. (e questo deve essere organizzato dalla futura mamma)

Cosa regalare?

Le future mamma hanno davvero bisogno di tutto. Verdiana ha fatto una piccola lista on line di quegli oggetti di cui aveva bisogno: dalla copertina al carillon per fare addormentare il pupo, dalla culla ai bavaglini passando dallo scalda biberon e dal seggiolino per l’auto. Ognuno poteva scegliere il dono che desiderava avendo la certezza che sarebbe stato utile ed apprezzato

Chi interviene alla festa?

Generalmente la festa è tutta la femminile ma qualche maschietto può fermarsi a brindare (anche se i signori generalmente si dileguano visto la preponderanza di volti femminili…) ed anche i bimbi sono i benvenuti.

Come ringraziare?

È sempre cortese avere un pensiero per coloro che ci hanno fatto un dono così un bigliettino di ringraziamento da spedire dopo la festa è adeguato. In america se ne trovano di graziosissimi ma sono certa che andando on line se ne possono trovare anche in Italia. Un mio personale suggerimento: spedire prima che nasca il bimbo… dopo, la nostra attenzione sarà tutta per il nostro fagottino e potrebbe sfuggire di mente.

Ora siete pronte per una Baby shower, beh anch’io 😊

A presto belle signore (e signori)

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Colazione da Tiffany

Le feste si avvicinano e New York comincia a vestirsi a festa e cosa c’è di più bello che fermarsi a guardare le vetrine illuminate? Una cosa c’è: varcare la soglia del negozio. E se il negozio  è uno di quelli che fanno sognare le signore allora si è nel posto giustoSì perché quando si  aprono le porte di Tiffany, il famoso negozio sulla quinta strada, è un po come entrare in un sogno. Il doorman con la sua divisa ti fa un sorriso e tu entri e cominci subito a guardarti intorno.
B8E5EE36-A16C-4044-9E0A-84D42944DFD5Ora, visto il periodo, la prima cosa che noti è il gigantesco calendario dell’avvento. 24 box che contengono altrettanti piccoli bijou. Costo dell’operazione ? 125.000 dollari, un po’ troppo passo oltre… e mi concentro sulle bacheche di cristallo che racchiudono gioielli dal costo decisamente meno impegnativo. Sul fondo del locale si trovano gli ascensori, ad ogni fermata c’è un ambiente a tema: l’argento, gli anelli di fidanzamento, il “personal shopper”, i regali per lui. Noi ci fermiamo al quarto piano dove si trova il Blue Box Cafe. 

Questo piano è stato completamente ristrutturato da circa due anni.  Quando si aprono le porte dell’ascensore si è in uno spazio dove poter acquistare oggetti per la casa, regali per bebè, occhiali, pelletteria e ci sono anche libri antichi e rari. Allungando il collo sulla destra si vede una piccola scatola color  turchese sorvegliata da un signore che ti accoglie ma che ti fa entrare solamente se hai una prenotazione (cosa difficilissima da ottenere, grazie Elena!)  In questo piccolo spazio ti puoi sedere a bere un caffè, mangiare un waffle, un club sandwich oppure una crema di zucca osservando la città  dalle grandi vetrate.

In questo microcosmo tutto è perfettamente coordinato nel colore e decisamente elegante e ben studiato. Siamo in uno dei luoghi cool di Manhattan. Le pareti, le poltroncine dalla linea moderna, i piatti, le cravatte dei camerieri anche la torta, un cubo squisito fatto a pacchetto regalo con glassa turchese e fiocco bianco riprendono il colore della maison.

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Il nostro pranzo si è concluso con piccole  dolcezze da accompagnare ad una tazza di caffè oppure al tè della casa.

Non ho potuto non fotografare uno degli alberi addobbati a festa, sembra lo abbiano copiato da quello che ho fatto io lo scorso anno…

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Sono uscita avendo la certezza che avrei ripetuto l’esperienza. Ragazze siete pronte?

 

 

Gli haters e le critiche

Vi siete mai chiesti come si deve sentire chi viene attaccato in pubblico dagli haters? Come si possono sentire coloro che subiscono aspri giudizi, frasi che vogliono ferire o semplicemente polemizzare con le scelte fatte?

Aprendo qualsiasi pagina di un qualunque social e scorrendo i commenti, vengo spesso colta da una sensazione di orrore nel leggerne alcuni veramente pungenti, per non dire sprezzanti, verso la persona di turno. Succede spesso che politici, personaggi dello spettacolo ed anche persone non particolarmente famose vengano attaccati da qualche imbecille (scusate la franchezza) che non è d’accordo con la persona con cui interagisce.

Un caso dove gli haters sono estremamente crudeli è quello legato alla Duchessa del Sussex. Il motivo di tanto odio mi è inspiegabile a meno che uno non consideri l’invidia, la cattiveria ed il voler far soffrire qualcun’altro una buona ragione.

Ultimamente ho letto alcune affermazioni abbastanza spiacevoli su una persona che conosco personalmente da qualche anno. Una donna che sicuramente è in grado di far fronte alle parole dette con acredine contro la sua persona e il suo stile di vita, ma che sino ad ora ha lasciato abbastanza correre.

Csaba dalla Zorza è una professionista nel campo del lifestyle ed una brava scrittice di libri di cucina. Il suo percorso lavorativo le ha portato fama e riconoscimenti. I suoi estimatori sono sempre di più ma assieme a loro sono apparsi anche i primi commenti non proprio lusinghieri sulle sue scelte.

Ora, se sicuramente tutti mettono in conto di poter essere criticati (me compresa e sono addirittura dell’idea che a volte le critiche possono portare a crescita personale) mi chiedo anche come le persone criticate possano non dispiacersi di giudizi dati a caso e con l’intenzione di ferire.

Come si deve reagire in questi casi? Perché nove volte su dieci si decide di lasciar perdere? E perché chi ha scritto la cattiveria di turno si deve sentire vincitore?

Sicuramente l’educazione oggi è merce rara. L’aggressività verbale (specialmente se si è nascosti dietro ad una tastiera) è decisamente la scelta di molti ma cosa la scatena? La frustazione? La sensazione di sentirsi inferiori o sminuiti? Qual è il motivo di voler sempre cercare la polemica?

Proprio qualche giorno fa è stata data questa risposta ad un mio commento dove dicevo circa questo: “se non ti piace una persona perchè criticarla? Non seguirla”. Ecco la risposta

Quello che ho inteso io dalla risposta è che LEI si divertiva a fare polemica, vi sembra normale? Certo esiste la libertà di parola ma che tristezza vedere persone così arrabbiate con il mondo!

Mi ricordo che ho spesso detto ai miei figli di pensare prima di parlare. La stessa cosa dovrebbe valere anche per chi scrive.

Pensare!

In tanti casi una parola o una frase possono davvero ferire la persona a cui è diretta. Ne vale la pena?

Voi cosa ne pensate? Mi interessano i vostri commenti, li scrivereste qui sotto?

Eh sì, ci vorrebbe proprio una magia…

Foto apertura Pinterest

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Terrina al gorgonzola, mascarpone e frutta secca

Quando invito amici a cena mi piace preparare, sul tavolino di fronte ai divani, qualche piccolo amuse bouche da spiluccare nell’attesa che arrivino tutti gli ospiti. Nelle stagioni calde è facile trovare il mio humus di ceci oppure un peperoni dip, qualche piccola bruschetta ed una buona varietà di olive; nelle stagioni fredde prediligo i…

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Quando invito amici a cena mi piace preparare, sul tavolino di fronte ai divani, qualche piccolo amuse bouche da spiluccare nell’attesa che arrivino tutti gli ospiti. Nelle stagioni calde è facile trovare il mio humus di ceci oppure un peperoni dip, qualche piccola bruschetta ed una buona varietà di olive; nelle stagioni fredde prediligo i formaggi accompagnati da mostarde e marmellate, i biscottini salati alle noci o magari dei ventaglietti alle acciughe. Mio marito ha il compito di occuparsi della “nota alcolica” in quanto in questo campo non capisco proprio nulla…

Una ricetta che sfodero ogni tanto, quando la temperatura scende, è la terrina al gorgonzola, mascrpone e frutta secca. È una ricetta trovata parecchi anni fa su uno dei libri acquistati a Parigi. Da allora la propongo e tutti generalmente la apprezzano. Accompagno la mia terrina a delle fettine di baguette passate al forno in modo siano leggermente croccanti. Se vi incuriosisce questa ricetta continuate a leggere. Ci vorranno circa 30 minuti per la preparazione più il passaggio in frigorifero.

Ingredienti:

  • 300 gr. gorgonzola
  • 150 gr. mascarpone
  • 1 cucchiaio di miele di acacia
  • 20 gr. di nocciole
  • 20 gr. di pistacchi
  • 30 gr. di albicocche secche
  • 1/2 cucchiaino di pepe macinato
  • una piccola terrina rettangolare da plumcake foderata di pellicola alimentare (15X10)

Come si fa:

Tagliare le albicocche a piccoli pezzi, tritare grossolanamente le nocciole, preparare i pistacchi. Radunare la frutta secca,unirla al mascarpone ammorbidito con l’aiuto di una forchetta a cui è stato aggiunto il miele e il pepe. Tagliare il gorgonzola a fette dopo aver tolto la crosta. Mettere una quantità di gorgonzola pari ad un terzo dell’altezza della terrina, ora appoggiare su questo primo strato il composto di mascarpone e finire con il restante gorgonzola. Coprire bene con altra pellicola alimentare e fare riposare in frigorifero almeno un’ora. Sformare la mattonella su un piatto di portata o su un piccolo tagliere, aggiungere accanto al plumcake salato le fettine di pane e servire.

Enjoy!

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Novembre

E così siamo a Novembre… il mese delle nebbie, delle giornate che si accorciano, del desiderio di stare in casa a cucinare. È un mese che mi piace perché porta alla memoria tanti ricordi.

Andavo con i nonni a Lugano in pomeriggi freddi , la nonna mi calava bene sulla testa il cappello e poi mi portava a prendere la cioccolata con la panna in una pasticceria con piccoli tavolini di marmo. Uscivo con il papà  a passeggiare nei boschi o nel grande giardino di zia Anita. Raccoglievamo piccole mele, le castagne o le ultime nocciole. Andavo con la mamma al cimitero perché bisognava riordinare la cappella dove erano sepolti i nonni ed i bisnonni. Si pulivano i pavimenti, si cambiava il runner di lino che stava sull’altare e si portavano grandi vasi di crisantemi colorati che davano gioia agli occhi e regalavano pace a chi si fermava a pregare coloro che non c’erano più.

La mamma era solita comperare per la festa dei morti dei dolcetti che si chiamano pan dei morti. Si trovano nelle pasticcerie in questo periodo.  Sono piccoli dolci morbidi che racchiudono spezie, uvetta, mandorle e fichi secchi. Sono loro che fra i primi portano in casa i profumi dell’autunno se decidete di  mettere le mani in pasta.

Quest’anno il mio Novembre sarà diverso, qui è stata archiviata la festa di Halloween ma tante case manterranno le loro zucche accanto alle porte d’ingresso, nelle vetrine si ammirano cappotti e maglioni, i negozi di oggettistica sono stracolmi di servizi di piatti, tovaglie e tutto quanto porti l’autunno sulla tavola del thanksgiving che si festeggia il quarto giovedì di questo mese. Io sto cercando delle piccole zucche di ceramica arancio (o bianca?)  dove  impiattare la mia crema di zucca. Wish me luck, perché non ho ancora trovato quelle perfette.

Il mese di Novembre è un mese che non tutti amano, a me è caro perché parla di casa, di forno acceso, di cotture lunghe, di coperte di lana, di candele accese, di cioccolate con la panna e di passeggiate con guanti e cappello. Senza dimenticare che fra qualche tempo inizierò anche a pensare al Natale… il periodo più magico di tutto l’anno. E voi amate Novembre?

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