Pasqua ed il flan di asparagi

Avete già pensato al menù di Pasqua? Sicuramente si, ma nel caso vi mancasse un antipasto….. Noi abbiamo alcune pietanze che appaiono sempre sulla nostra tavola pasquale, quasi non fosse festa se non le preparo…. mi riferisco alle uova ripiene, al capretto al forno, alla colomba e al buonissimo e grandissimo uovo di cioccolato che spezziamo sulla tavola a fine pranzo.

Buona parte delle ricette arrivano direttamente dal quaderno di cucina della mia mamma. Sino a qualche anno fa era nella sua cucina che cuocevano i vari cibi, ora lo facciamo nella mia e a lei spetta la supervisione.

Ogni anno  c’è qualche novità nel menù e quest’anno ho pensato ad una entrèe che portasse sulla tavola la primavera: il Flan di asparagi. È semplice da cucinare, lo preparo in monoporzioni, lo faccio ad occhi chiusi e piace a tutti. Vi do la mia ricetta, se siete interessate prendete nota è una dose per 6 persone

Ingredienti:

  • 1200 gr. asparagi
  • 150 gr. panna fresca
  • 2 uova
  • 1 scalogno
  • 60 gr. parmigiano reggiano grattuggiato
  • olio, sale e pepe bianco qb.

Pulire gli asparagi, togliere le parti legnose e farli a rondelle. Affettare sottilmente lo scalogno metterlo in una padella e soffriggerlo con 2 cucchiai d’olio. Unire gli asparagi e cuocerli dolcemente aggiungendo in cottura un poco d’acqua. Salare a pepare. Togliere dal fuoco, mettere in un contenitore e fare raffreddare leggermente. A questo punto unire i tuorli delle uova, la panna ed il parmigiano. Frullare il tutto sino ad ottenere una crema morbida e liscia ed aggiustare di sale. A parte montare gli albumi in neve ben ferma e unirli delicatamente al composto di asparagi con movimenti che vanno dal basso verso l’alto. Prendere 6 stampini monoporzione di alluminio (io utilizzo quelli usa e getta) imburrarli leggermente e riempirli per 3/4 con il composto. Iniziare la cottura a bagnomaria mettendo gli stampini in un grande teglia in cui aggiungere acqua calda e infornerare a forno già caldo a 170 gradi per circa 45 minuti.

A noi questi flan piacciono molto, hanno gusto delicato e sono molto morbidi. Io generalmente li accompagno ad una fonduta fatta con 1 bicchiere di latte e 300 gr. di crescenza. Faccio sciogliere il formaggio nel latte su fuoco dolce e sorveglio attentamente. Facile e gustoso

Colgo l’occasione per augurare una buona Pasqua a tutti. AUGURI!

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Rivelazioni

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Tutto è cominciato una mattina un pò freddina e dove il sole stentava ad uscire. Ma non sono tipo da farsi impressionare quando mi metto in testa una cosa…. Sapevo che i giorni a seguire la pioggia ci avrebbe graziati così mi sono seduta in macchina e mi sono diretta in un bel vivaio che si trova sulle sponde del lago di Varese. Quando sono scesa ho incontrato il sig. Claudio che mi avrebbe aiutato a  portare a termine uno dei miei progetti del 2018: trasformare una striscia di desolato prato in una bellissima aiuola ricca di fiori, colori e profumi. Arrivata dal vivaista, con poche idee e ben confuse, ho mostrato a chi se ne intende cosa mi sarebbe piaciuto realizzare. Ho detto che avrei voluto un angolo in giardino con fiori che potevo tagliare per formare un bel mazzo da mettere in soggiorno e che senza ombra di dubbio avrei voluto delle rose, le mie amate peonie, gli agapantus, una camelia e delle ortensie.  Partendo da lì e con l’aiuto di Giacomo, un ragazzo con cui avevo già lavorato quando mi occupavo dell’organizzazione degli eventi al mio circolo di golf, abbiamo iniziato.

Devo dire che la mia ignoranza in campo botanico è abbastanza vasta, ma mi piace imparare e mano a mano che le piante venivano prese e messe a formare il mio angolo qualcosa in più sapevo.

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La camelia non richiede una zona particolarmente soleggiata, le ortensie vogliono tanta acqua per fare dei bei fiori grandi, il timo può essere anche un tappezzante con deliziosi fiorellini color crema, esiste una pianta ( di cui già non ricordo più il giusto nome botanico….) i cui rami si piegano all’inverosimile senza spezzarsi e fa dei piccoli fiori profumatissimi. Durante la ricerca delle varie specie che andranno a formare una bella macchia di colore in giardino, Giacomo mi ha proposto il corbezzolo, una pianta a dire il vero non particolarmente affascinante ma che e ho amato da subito, perché ha portato alla memoria un’immagine del mio papà che usciva in giardino a mangiare qualche frutto nella casa che avevamo in toscana, sembra anche a voi una buona ragione, vero?

Finita la scelta abbiamo caricato il nostro bottino sul furgone di Claudio e ci siamo diretti a casa.

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Forza Gisella vanga in mano ora devi lavorare…. Dopo aver riprodotto la struttura dell’aiuola sul mio pezzetto di prato abbiamo davvero messo i guanti ed abbiamo iniziato le grandi manovre.

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Il risultato mi piace, devo solo essere paziente …. la natura ha i suoi tempi e solo fra qualche anno vedrò le piante ricoprire tutto lo spazio e regalarmi tanti fiori da portare in casa.

Ecco il prima e dopo

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A dirvi la verità sono soddisfatta  🌺

p.s. Zion guardava, annusava e secondo me qualche domanda se la faceva…. per ora non ha fatto danni!!!

Un centrotavola per Pasqua

La tavola di Pasqua è la prima tavola “veramente primaverile”. Generalmente in questo periodo sono così stanca di colori scuri che sogno i rosa, gli azzurri e tutti quei colori delicati che sanno di giornate con il sole, temperature miti e primavera. Su queste tavole quello che proprio non può mancare è un bel centrotavola anche se, a ben pensarci, è l’unica cosa non  indispensabile….. Infatti mentre  tutti gli altri oggetti: posate,  piatti, bicchieri,  brocca dell’acqua sono necessari lui, il centrotavola, è proprio un vezzo. E’ un vezzo a cui io non posso fare a meno specialmente se mi accingo ad apparecchiare una tavola di festa. Che siano serate con amici, pranzi in famiglia o un invito all’ultimo minuto cerco di abbellire la mia tavola con un fiore e qualche candela.

Qualche pomeriggio fa ero in cerca di un’idea per il centrotavola da utilizzare a  Pasqua e così sono entrata in uno dei fiorai più belli di Varese Cellini Fiori ( via Veratti 11 Varese). Alessandra (terza generazione che si occupa con amore di fiori) mi ha accolto con un sorriso e mi ha permesso di curiosare fra le ceste fiorite, le orchidee, le piante grasse e le sue belle composizioni.

Mentre ero lì un’idea e così ho chiesto ad Alessandra se mi poteva spiegare come fare un centrotavola. Risposta affermativa e felicità mia!

Sul bancone appaiono una spugna ben impregnata d’acqua, una foglia di aspidistra, due garofani color crema, due garofani verdi ( si chiamano green trick….) una rosa arancio, alcuni ranuncoli e tre piccole uova di quaglia.

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Mentre Alessandra ricopre l’oasis con la foglia chiaccheriamo e scopro che ha lavorato negli States, che ogni tanto torna a Rhode Island e New York per lavoro e che la sua famiglia gestisce il negozio di fiori dal 1945. Mentre parla le sue mani non si fermano un attimo e i miei occhi seguono tutto. Dopo aver preso il primo garofano taglia il gambo in obliquo e lo mette nell’oasis, seguono tutti gli altri fiori e per finire le ovette di quaglia. Sembra facile e lei conferma che lo è. Questo è il primo lavoro che insegna durante dei corsi che tiene proprio qui, nel suo negozio (il prossimo sarà il 12 aprile)

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Il risultato finale mi piace e lo vedrei bene su una tavola color crema con qualche tocco arancio come delle posate color rame. Che dite?

Sempre  in cerca d’idee ho trovato su Pinterest alcune composizioni che mi sono piaciute. Le ho raccolte qui sotto. Ho pensato che potevano essere d’ispirazione per preparare una bella tavola pasquale. Alcune sono eleganti altre più rustiche, ci sono candele, coniglietti e uova; tutte hanno in comune bellissimi fiori di stagione e tanta fantasia.

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Un bel centrotavola parla e racconta ai nostri ospiti quanto siamo felici di averli alla nostra tavola,  quanto teniamo alla loro compagnia e quanto desideriamo condividere con loro momenti da ricordare.

Forza all’opera!

 

 

Domandina

Ciao a tutte, oggi invece di scrivere di me vorrei chiedere consiglio a voi,  insomma un quasi sondaggio…

Proprio questa mattina mentre iniziavo a pensare al prossimo post (che sarà carino, almeno lo spero) mi sono fatta questa domanda: “Chissà cosa preferisce trovare qui, nel mio piccolo spazio, chi entra a leggermi?”

Quindi da questa elucubrazione mattutina è nato questo mini post e voi dovreste accontentarmi, please! 🙏.

Come sapete tratto parecchi argomenti, alcune persone mi hanno detto che dovrei specializzarmi in UNO 😩😱😩 ma credo di non riuscirci proprio, così la struttura del mio blog resterà la stessa però….. però vi chiedo se vi piacerebbe trovare più post su:

  1. Cucina, le mie ricette, quelle che mi piaccioni e quelle di cui riesco a farmi dare la spiegazione
  2. Tavole, quelle che apparecchio quando organizzo cene, quelle che mi piacciono e perché, tavole a tema
  3. Casa, organizzazione, bricolage (mi diletto a volte anche in quello…. vedrete cosa succederà nel mio mini bagno della zona giorno😉), ospitalità, arredamento
  4. Viaggi, vi interessa scoprire cosa ho visto, provato e testato?
  5. I miei interessi: libri, tempo libero, giardinaggio
  6. Argomenti di attualità per poter fare riflessioni tutte assieme

Cosa ho dimenticato/omesso e che vi piacerebbe leggere? 

Attendo i vostri commenti, spero siano tanti. Mi auguro che anche chi non scrive abitualmente lo faccia perché sono convinta che il dialogo sia uno dei modi migliori per crescere. E tutte vogliamo crescere, vero?

Un abbraccio affettuoso tutte

La Routine quotidiana

Routine SI o routine NO?  Voi che ne pensate?

Mi sono fatta questa domanda qualche giorno fa parlando con un’amica.

Le nostre vite sono spesso guidate da quei gesti, quelle azioni che ripetiamo tutti i giorni e che ci danno un che di sicurezza e tranquillità; ci coccoliamo quasi, sapendo che tutto procederà durante la giornata come prestabilito. La sveglia suonerà ad una certa ora, il percorso per l’ufficio sarà sempre lo stesso, i rapporti con molte persone non cambieranno a meno che non ci sia qualche “scossone” imprevisto.

Se il preparare la colazione o seguire il nostro rituale di bellezza prima di andare a letto sono azioni automatiche e perfette ce ne sono altre che, a mio avviso, rischiano di far diventare la nostra vita di una noia mortale sino a farci dire: Basta da domani si cambia!

Se pensi che l’avventura sia pericolosa, prova la routine. È letale                Paulo Coelho

Questa frase ha un che di vero, anche se la parola letale non è quella che avrei scelto…. Vi siete mai sentite insoddisfatte, stufe ed un pò spente?

Ci sono stati momenti nella mia vita in cui ero talmente impegnate a far funzionare tutto che ringraziavo le mie abitudini. Quando avevo i bambini piccoli cercavo di avere la giornata ben organizzata, la mia vita era decisamente più facile avendo delle certezze e la routine quotidiana era rassicurante, ma la vita cambia e bisogna adeguarsi al cambiamento. Così le mie abitudini ora sono diverse, non devo più correre all’asilo ma mi capita di “correre” a Milano a casa dei miei figli, non preparo più cene per quattro ma cucino per due. La mia vita è sempre abbastanza impostata ( spesa, faccende domestiche, palestra etc etc) ma…. ma ogni tanto sconvolgo tutto per non essere schiacciata dalle abitudini e tutto cambia.

Un’imprevisto può illuminare una giornata, una telefonata cambiare decisamente un week end, un’appuntamento risolvere il pomeriggio. Insomma mi apro alla vita e mi invento qualcosa  che di solito non faccio. Supero l’iniziale ritrosia e agisco. I cambiamenti spesso possono preoccupare ma se sono piccoli e non tutti insieme finisce che ne saremo contente (nel caso si può sempre fare marcia indietro 😉). Aprirmi a nuove persone, esperienze, abitudini ha fatto si che la noia, l’insoddisfazione e il “fastidio” spesso scompaiano e ne sono felice.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi…. Mi scrivete qui sotto? Come sempre grazie della vostra visita signore💗

Continua a leggere “La Routine quotidiana”

Firenze, toccata e fuga

Ci sono giornate che scorrono così in fretta da non crederci. Ci sono giornate in cui si arriva in una bellissima città, si beve un caffè, si pranza in un angolo magico, si assiste ad una presentazione interessante sul cibo da chi ne parla con maestria, si scoprono tanti piccoli tesori culinari e si riprende il treno per tornare a casa. Capitano queste giornate (anche se raramente) e se si passano chiaccherando con Csaba dalla Zorza, beh allora sono decisamente uniche.

Ritrovo dopo essere scese dal treno in una delle città più spettacolari d’Italia. Antonella, Eva, Monica, Antonella tutte presenti (peccato non essere riuscita a vedere anche le altre amiche quest’anno…) un gruppetto di donne molto contente  che camminano fra i capolavori architettonici fiorentini guidate da Csaba dalla Zorza e che poco dopo si siedono da JK Place (albergo da tenere a mente per un soggiorno fiorentino un pò più lungo) a bere un caffè in tazzine molto chic di Richard Ginori.

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Viste le tazzine e seguendo un suggerimento di Csaba ci siamo dirette da Richard Ginori. Il negozio è ancora più bello di quello di Milano, sul fondo c’è una serra tutta vetri e piante con tavola apparecchiata

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Tanti i servizi di piatti che mi sarei portata a casa (come tante di noi, Csaba compresa….) Siamo state raggiunte dalla direttrice del negozio che ci ha parlato della tradizione manifatturiera di questa antica azienda e ne siamo rimaste incantate, come ci hanno incantato i piatti, le zuppiere, i tanti manici attorno ad un vecchio portone, le uova dipinte (siamo vicine a Pasqua non potevo non fotografarle per mostrarvele 😉) e la bella stufa economica.

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Usciamo dal regno della porcellana per entrare in un luogo dove assieme al buon cibo sei contornata da fiori (che puoi acquistare) un pianoforte a coda, tavoli ben apparecchiati ed una cucina a vista dietro ad una grande porta vetrata. Siamo entrate da La Ménagère  per sederci al nostro tavolo e gustare un veloce lunch prima di correre a Taste.

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Taste è la fiera del cibo che si tiene alla Leopolda a Firenze. È un’ottima opportunità per scoprire le tante eccellenze culinarie italiane. Qualche assaggio c’è scappato (gusti nuovi per il mio palato che ha molto apprezzato) solo dopo aver assistito alla presentazione di Honestly Good. Mille informazioni interessanti, una Csaba dalla Zorza intervistata da Giuliana Parabiago che ha saputo far le giuste domande e fare in modo che la platea si zittisse e ascoltasse rapita.

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Guardate chi ho trovato a Taste Baru (il giudice di Cuochi e Fiamme) lui e mille stand che ti fanno venire voglia di allungare la mano per un assaggio.

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Insomma ho ragione a dire che è stata una giornata memorabile?

 

 

Primavera

Primavera ci sei?

Non vedo l’ora che arrivino le giornate con il sole, le temperature più miti ed i fiori in giardino.

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Ho desiderio di andare per serre ad acquistare i fiori che metterò nei vasi all’entrata,

cd2757af-6a79-4411-85f8-1bf368b014cc-e1520528402918.jpegdi avere le mani nella terra a comporre la mia nuova aiuola ( vi ricordate ve ne ho parlato in  A fresh start )

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di apparecchiare la tavola con colori delicati e freschi

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di cucinare la crema di piselli

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e mangiare fragole.

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Desidero preparare la mia vignette primaverile da mettere all’ingresso

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e di avere tanti fiori allegri in soggiorno.

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Non vedo l’ora arrivi la primavera per comperare una nuova borsa ( non necessariamente di Hermes 😉)

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organizzare il primo picnic

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andare al mare

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e giocare a golf

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E voi avete voglia di primavera?

Foto personali e di Pinterest

 

Madrid #2

Apro il secondo racconto della mia visita a Madrid con un’immagine che raffigura una Madrid insolita. La maestosa Plaza Mayor con i suoi edifici rossi ed i tetti d’ardesia. Il bel palazzo decorato e la statua centrale quest’anno ospitano un’installazione di un’artista americana. Questo contrasto fra antico e moderno lo si trova in più quartieri e devo dire che non me lo aspettavo…. una città in evoluzione ed interessante sotto tanti punti di vista.

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Ma torniamo a Plaza Mayor ed alle sue stradine, ai suoi bar de tapas ed ai piccoli ristoranti dove fermarsi a gustare un buon piatto di jamon serrano. È una piazza sempre gremita e che la domenica mattina ospita un mercato di filatelia che attira curiosi ed appassionati. Noi  ci siamo fermati a gustare un piatto di prosciutto in un dei tanti locali che si trovano nella zona. Devo dire che però continuo a trovare i nostri prosciutti mooooolti più buoni del famoso serrano, sono un pò campanilista? Forse…

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Superato questo luogo gremito ci siamo diretti al Palacio Real. Sulla strada qualche scoperta inaspettata come il Mercado de San Miguel, un mercato coperto ricco di colori frutta, verdura e tanto altro e una bella piazza tranquilla

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Plaza de la Villa

Ancora un pò di strada e la Cattedrale di Madrid Nuestra Señora de la Almudena con la sua cripta e il Palacio Real ci appaiono nel loro splendore.

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la cattedrale e la sua cripta
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il palazzo reale

Sarà che le case reali hanno sempre un certo fascino sulla sottoscritta, sarà la mia natura curiosa e sognatrice ma non vedevo l’ora di scoprire le varie “stanze” di questo bella residenza (biglietti acquistabili sul sito se volete evitare lunghe code). Sono rimasta soddisfatta. Il palazzo reale è ricco di tesori artistici di valore inestimabile. Questo palazzo ora è utilizzato solamente per le cerimonie di Stato e la famiglia regnante vive in un “più modesto” edificio. Entrare e salire il bellissimo scalone dà l’idea di quello che si visiterà subito dopo. Stanze con bellissimi soffitti affrescati dal Tiepolo, arazzi alle pareti, lampadari scintillanti (nella sala dei banchetti ce ne sono 25  che illuminano la tavola) e dipinti del Goya sono solo alcuni esempi. Mi è piaciuta la stanza dove il re ed i suoi ospiti si recavano a fumare, le pareti ricoperte di ceramica erano bellissime. Altro spazio decisamente interessante è l’armeria. Consiglio di fare una visitao anche lì.

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Presi dalla fame, ci siamo recati da La paella Real ( Calle de Arrieta 2) nella vicina piazza dell’Opera è walking distance dal palazzo reale. Cibo buonissimo, camerieri cortesi e simpatici ed ambiente tradizionale.

Quando visito nuove città mi piace assaggiare le loro specialità così nel tardo pomeriggio ho gustato un’ottima cioccolata accompagnata da Churros (frittelle). Non vi aspettate una bevanda come la nostra, è densa, fatta con cioccolato amaro, latte, amido di granoturco e zucchero. Ecco l’indirizzo se anche voi siete golosi come me: Chocolateria san Ginés ( Pasadizo de San Ginés 5).

2C6C7DC8-67F9-4DBA-9D61-21134C0DA26CI madrileni sono amanti delle notte, abitualmente cenano tardi e non disdegnano ascoltare buona musica. Noi, la seconda sera, abbiamo  cenato da Rubayiat (calle Juan Ramon Jimenez) carne ottima!

Rientrando in albergo abbiamo ammirato la città illuminata e finalmente abbiamo raggiunto la nostra stanza dove ho potuto riposare “le mie stanche membra”

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Madrid, bella anche di notte!

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