La colomba di Zamberletti

Quale sarà il vostro dolce pasquale? A casa nostra il posto d’onore l’avrà una bella colomba artigianale, per essere più precisi la colomba della pasticceria Zamberletti uno degli storici locali varesini. Già mi immagino il gusto, la morbidezza e la fragranza che si sprigionerà al primo taglio. Succede tutti gli anni….

Ieri mattina sono andata a visitare un luogo dove si sfornano i migliori dolci che potete mangiare a Varese, il Laboratorio Zamberletti. Grazie alla gentilezza di Edoardo Bulgheroni, terza generazione della famglia Zamberletti che continua a custodire e cuocere le ricette create dal nonno Carlo, ieri mattina  ho assistito alla preparazione della colomba. Sono stata accolta con un sorriso da Roberta che mi ha accompagnato nel mondo delle meraviglie… Dopo avermi fatto indossare camice e cuffietta abbiamo varcato la porta e ….. ora vi racconto.

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Tantissimi i dolci che erano ben disposti sui vassoi, ed erano le 7.30… biscotti, torte, brioche, piccola pasticceria, uova di cioccolato decorate ed anche focacce e pizze, tutti prodotti che giornalmente vengono preparati e portati nei negozi di famiglia. Quello che  ha attratto immediatamente la mia attenzione sono state le colombe ben allineate che aspettavano di entrare in forno. Davide, gentilissimo, mi ha spiegato il procedimento che ogni colomba “subisce” per risultare perfetta al palato ed alla vista. Dopo aver lasciato riposare una prima volta l’impasto fatto con lievito madre per circa 13 ore i pasticceri aggiungono ancora uova, burro e canditi e accomodano la pasta nelle loro fascie di carta, dopo altre ore di riposo i dolci sono pronti per l’ultimo ritocco, glassatura, mandorle, granella di zucchero e zucchero a velo. Ora si passa alla cottura in forno e non è ancora finita….  le colombe resteranno “a testa in giù ” per 12 ore in un locale dedicato. Davide mi ha spiegato che questo procedimento serve per far restare la colomba gonfia e soffice… Ultimo step si confeziona e si porta in pasticceria dove io la compero…😋

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Il dott. Carlo, responsabile della produzione di Zamberletti, mi ha accennato alla storia della famiglia e di come nacque la prima pasticceria e la signora Angela, figlia del capostipite che  ancora oggi si trova in uno dei negozi che la famiglia gestisce, mi ha finito il racconto.

La storia della famiglia  Zamberletti è interessante; parla di tradizione e di innovazione e il racconto che mi è stato fatto mi ha riportato al tempo di quando, bambina, andavo in centro con i nonni o la mamma e ci fermavamo a comperare il Dolce Varese, famosa invenzione del sig. Carlo. Il signor Zamberletti iniziò la sua avventura nel 1939, acquistò da uno zio il laboratorio ed il primo negozio, a cui seguirono nel 1943 quello di via Manzoni e alla metà degli anni 50 il terzo in corso Matteotti. Quest’ultimo fu una vera innovazione per Varese. Il primo bar pasticceria della città. Qui oltre ad acquistare un dolce si poteva bere un caffè (e le signore ne approfittavano fra una commissione e l’altra) oppure un aperitivo dopo una giornata di lavoro.  Io invece da ragazzina mi facevo delle buonissime cioccolate con panna….😋.  Il locale fu frequentato da artisti, dagli industriali del varesotto e da tante famiglie che comperavano il dolce che concludeva il pasto.

Ieri ho avuto il piacere di ascoltare persone competenti che con cortesia ed entusiasmo mi hanno spiegato il loro lavoro. Sono tanti i nomi che dovrei fare….  A tutti  coloro che ho avuto la fortuna di incontrare voglio dire grazie. Siete una squadra fantastica ed anche la pausa caffè è stata perfetta!

 

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20 Replies to “La colomba di Zamberletti”

  1. In ogni città c’è una pasticceria storica o la nostra pasticceria di famiglia o del cuore
    Anche qui a Gallarate…..è la pasticceria Bianchi
    Da più di 80 anni ci delizia con le tante specialità e ovviamente anche la loro colomba è sublime
    E come ogni anno avrò il piacere di gustarla direttamente a casa dei proprietari che sono amici di famiglia coi quali trascorriamo sempre la santa Pasqua
    L’Italia è piena di questi laboratori artigianali che riescono a rendere ogni festa e ricorrenza delle nostre vite delle giornate speciali
    Intanto buona domenica delle palme a tutte 🌴

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  2. Ciao Gisella è sempre molto affascinante entrare in questi “mondi”…di dolcezze, una bella storia di professionisti che ancora continuano importanti tradizioni per le nostre feste pasquali e non solo. Grazie per questa scoperta. Sai che ho dei cugini che vivono dalle tue parti e mi portano sempre i “brutti ma buoni” quando ci vediamo :). Anche a casa nostra non manca la colomba tradizionale artigianale, grazie alle conoscenze del maritino e del mio fratellone e poi via a dolci tradizionali calabresi come le “cuzzupe” e alla pastiera e per la gioia dei nanetti non possono mancare le uova di cioccolato. Anche se non sono dolci, non possono mancare inoltre i cappelletti in brodo, che racchiudono tutte le tradizioni che mi appartengono, preparati dalla mia mami. Buona domenica bacioni Luisa

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    1. Luisa la prossima volta fai tu una richiesta ( forse non si fa ma tu osa…) il Dolce Varese di Zamberletti. Squisito accompagnato da un tè.
      Le cuzzupe non le conosco mentre la pastiera sí, buonissima. La mamma di un nostro amico ne fà una squisita, dovrei cercare di farmi dare la ricetta…
      Bacioni grandi anche a te 😘😘

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  3. Ciao Gisella, che meraviglia queste tradizioni, proprio invitante questa colomba! Molto bella la storia di questa famiglia di pasticceri, conoscere le specialità gastronomiche delle regioni della nostra bellissima Italia! Buona serata 😊 e buona domenica delle Palme!

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    1. Cara Maria Luisa,scoprire e raccontare la storia della faniglia Zamberletti è stato interessante, mi ha ricordato la mia infanzia e i giorni in cui i miei genitori andavano a prendere un’aperitivo da Zamberletti. La mia mamma sempre “in ghingheri” mi portava spesso a casa qualcosa di buono. Era un’Italia differente e molto bella.

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  4. Ciao Gise hai raccontato proprio una bella storia di successo, e mi hai fatto venire una bella acquolina….Sto facendo il mio fioretto della quaresima e quindi devo aspettare qualche giorno prima di gustarmi una fetta di colomba 😘

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    1. Tieni duro Monica ancora pochi giorni e una, anzi almeno due, fette di colomba ti daranno doddisfazione! ( bravissima, anch’io ci avevo tentato all’inizio della quaresima, poi….)

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  5. Ciao Gisella, anch’io come Monica faccio ogni anno il fioretto di non mangiare dolci in quaresima, perciò dovrò aspettare Pasqua! Anch’io scelgo sempre una Colomba artigianale.

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  6. Ho lavorato 11 anni al zamberletti che dire… prodotti di ottima qualità e pasticceri competenti ho lasciato il cuore lì tornerei a lavorare all’istante .. .. grande Massimo e Walter!!!!

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