Io e la “furby”

Oggi è una bellissima giornata, di quelle con cielo blu, sole caldino e profumo di primavera nell’aria ed io sono bloccata in casa da una sciatalgia che in un mese si è presentata due volte, che noia …..  così mi sono messa a leggere il blog della mia cara amica Loredana (http://www.snowinluxury.com/) e su suo suggerimento ho deciso di parlarvi della mia  furby. Che cos’è? chiederete voi, ora spiego.

Mi piace la moda ( anche se non ve ne ho mai parlato) e adoro borse e scarpe, un pò come tutte le signore che stanno leggendo ora presumo, ma quello che proprio disdegno è fare il cambio borsa. Due le soluzioni: tenere sempre la stessa, diciamo per parecchi giorni ( settimane????)   oppure trovare un modo veloce per trasportare, quelle migliaia di oggetti che trovano alloggio nella mia pesantissima borsa, in un’altra. Ho scelto la seconda soluzione perchè ho trovato quello che fa per me.

Vi presento lei, la salvatrice ed unica Furby.

Il suo vero nome è Very Intelligent Pocket (https://www.tintamar.com/vip.html/). Io la acquistai qualche anno fa in un negozio nel centro di Milano e vi assicuro che è estremamente comoda. Ha un’infinità di tasche dove poter riporre tutto, dal telefono agli occhiali, rossetto, portafoglio e agendina, c’è lo spazio per il mini profumo e per la biro insomma  tutto quello che di solito riusciamo a portarci dietro, un pò Mary Poppins lo siamo tutte no?  Quando decido di fare cambio borsa ci metto esattamente 30 secondi (forse qualcosa in più se calcoliamo anche il tempo di riporre la borsa usata nell’armadio) Ma quanto semplice è?

Spero la mia soluzione possa esservi utile specialmente se anche voi siete un pochino pigre come lo ero io quando non possedevo quest’oggettino salva tempo…. oppure …. il tempo ve l’ho fatto perdere io facendovi leggere cose che già sapevate e in quel caso perdono 😬 😜

 

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Ospitalità

Ospitare è una di quelle cose che faccio volentieri. Sia si tratti di un caffè in un pomeriggio d’inverno o di avere un amico per qualche giorno.

Le mie linee guida sono sempre le stesse: accogliere con affetto e calore chi viene a farci visita, preparare con attenzione senza lasciare niente al caso, organizzare in anticipo in modo da poter godere dei momenti assieme in tutto relax.

Federica è arrivata domenica. L’ho conosciuta quando vivevo a Greenwich in Connecticut e nonostante le nostre vite abbiano seguito strade diverse ci vediamo sempre con piacere. Lei vive ancora negli States ma ogni tanto fa una capatina in Italia così, ritaglia qualche giorno fra tutti i suoi impegni  e viene a trovarmi.

Volete sapere come mi organizzo? Ho la fortuna di avere una stanza dove Federica può sistemarsi così ho cercato di renderla il più accogliente possibile. Nei giorni precedenti il suo arrivo ho riordinato la stanza, messo  le lenzuola fresche di bucato, preparato spugne pulite da bagno ed anche un piccolo omaggio floreale. Ho controllato che potesse appoggiare la valigia in un luogo adeguato e mettere gli indumenti nell’armadio. In bagno ha trovato un accappatoio morbido per la doccia, il necessario per la toilette e spazio dove appoggiare i suoi effetti personali.

Generalmente faccio la spesa con anticipo e studio i vari pasti in modo da avere  in casa tutto quanto mi serve quando cucino. Per la colazione sapendo che Federica preferisce il tè le ho fatto trovare più di una varietà. Dolci, miele e marmellata hanno accompagnato il suo tè ed il mio caffelatte. Di solito preparo una torta o dei biscotti  (ma non sempre ci riesco 😬….) e tendo a cucinare ricette gustose ma che non mi blocchino in cucina per troppo tempo.

Quando ho ospiti colgo l’occasione per fare cose interessanti e far conoscere la mia zona. Così abbiamo passato una giornata a Milano girando per le strade, guardando vetrine ed ammirando capolavori come il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele. Siamo state a Villa Panza a Varese dove oltre alla bellissima villa abbiamo ammirato la collezione d’arte del Conte Panza e la mostra di Robert Wilson che resterà a Varese ancora per qualche tempo (quindi consiglio vivamente a chi non lo avesse ancora fatto di farci un salto) e fatto anche una bella passeggiata fra i boschi che si trovano nel Parco del Campo dei Fiori, Zion ancora ringrazia 😊….

I pochi giorni sono scappati veloci, le mille chiacchere hanno permesso un aggiornamento  sugli ultimi avvenimenti. Mi spiace  sia già tutto finito ma ho qualche altra idea che mi frulla in testa per la prossima volta.  Fede torna presto!

Pranzo con amiche

Cosa c’è di più bello di un pranzo fra amiche?  Si lo so forse anche altre cose ….  ma riuscire  a trovare 2 ore per noi stesse è impagabile e spesso anche un’ardua impresa  specialmente se si è giovani donne con famiglia e lavoro a carico…. Io però ho una “certa età”, figli già grandi e meno impegni urgenti a cui far fronte (oppure sono solo più “saggia” 😉) e ogni tanto questo appuntamento lo trovo indispensabile. Così con tre mie amiche ci sediamo a tavola e partiamo con le chiacchere (c’è chi si deve prendere una giornata di ferie a volte, ma qualche sacrificio bisogna pur farlo no? ….)

Il luogo d’incontro può variare,  a casa di una  di noi oppure sedute per un pranzo veloce in un bar del centro, va bene tutto.  Le scuse  sono varie: il rientro dopo un viaggio, la laurea  di un figlio, lo scambio d’auguri per un compleanno, un problema da risolvere, un dispiacere da condividere (sì perchè le amiche fanno anche questo, giusto?) o un pettegolezzo su cui ridere.

Oggi siamo state ospiti di Monica che ci ha viziate con un pranzetto super gustoso. Un’ottima pasta con verdure per iniziare e un dolce di cioccolata e noccioline da leccarsi le dita per finire.

Il tempo è volato; argomento odierno le vacanze di Patrizia. Vacanze lunghissime e in un posto ideale per fare surf  ma dove non c’era il panettone così, al rientro, se n’è mangiata uno da un chilo tutto da sola, da lavanda gastrica insomma….

L’amicizia è un dono grande,  ci conosciamo da tantissimi anni ed anche se ci sono stati momenti in cui, per svariati motivi, non ci si vedeva con assiduità quando ci si parlava era come se il tempo non fosse trascorso; il discorso ripartiva esattamente da dove era rimasto. L’alchimia misteriosa  e l’affetto che legano ad un amico sono inspiegabili e sono grata di avere persone con cui condividere tutto ciò.

Tempo scaduto, bisogna rientrare…. lasciamo Monica e approfitto di un passaggio per tornare a casa. Sto ancora ridendo all’idea di Patrizia ed il panettone

Pic nic davanti al camino e risotto alla barbabietola

Ancora neve a Varese….. so che i bambini sono felici e che si divertiranno a fare pupazzi di neve,  ma io comincio ad essere un pò stufa di questo freddo e desidero giornate soleggiate, temperature miti e abiti leggeri da indossare al posto di sciarpa e piumino.

Questo mio desiderio di primavera si è tramutato in un pic nic davanti al camino…. può sembrare bizzarro ma in questo modo ho unito la voglia di bella stagione al tepore dato dalle fiamme del camino e la cosa ha funzionato

Il mio pic nic per pochi intimi (diciamo pure 2) è preparato  con grande cura. Così dopo aver spostato la poltrona dove di solito mi accoccolo e steso a terra la coperta di finta pelliccia, i cuscini, buttati qua e là, non ci hanno fatto rimpiangere neppure per un secondo la comodità a cui siamo abituati a tavola.  Piatti di porcellana, bicchieri di cristallo e posate d’argento hanno dato un tocco in più a questo pranzo insolito.

Certo, questo pic nic è speciale, manca il cesto di vimini, il profumo dell’erba ed il sole che ci riscalda dopo aver gustato un’insalata di farro, un tramezzino farcito con salmone affumicato o un dolce monoporzione confezionato in un grazioso vasetto di vetro. In entrambi i casi, però, ci si può distendere con un libro in mano o passare qualche momento di dolce far niente ammirando le fiamme invece che il cielo blu.

Il mio menù prevede un  risotto alla barbabietola accompagnato da un bicchiere di vino bianco fruttato, anticipato da semplici crostini con crema di formaggio alle erbe e seguito da una fetta di Sacher Torte.

L’idea è stata apprezzata ed il menù ha riscosso un discreto successo. Nel caso voleste provare il mio risotto ecco come fare: ( dose per 2 persone )

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  • 250 gr. riso carnaroli (io ho fatto 5pugni e corrispondono a circa 250 gr.)
  • 600 ml. brodo vegetale
  • 250 gr.  barbabietola lessata (ho usato quelle già pronte sottovuoto
  • olio evo e 1/2 scalogno
  • vino bianco qb.
  • 150 gr.robiola o formaggio spalmabile tipo filadelphia
  • parmigiano reggiano

Imbiondire la cipolla in 2 cucchiai d’olio evo ed unire il riso. Spegnere con il vino bianco e procedere come fate sempre per la preparazione del risotto. A 3/4 di cottura del riso unire le  barbabietole ridotte a purea (santo minipimmer…) il vostro riso diventerà di un bel rosso. A cottura ultimata spegnere il fuoco unire il parmigiano, lasciare riposare un attimo,  quindi aggiungere la robiola. ( se volete fare una finezza impiattate e mette una piccola quenelle in ogni piatto, très chic….)

Devo dire che gustarlo davanti al camino ha avuto un certo fascino, comunque anche mangiato a tavola è un piatto che si “difende” bene, provare per credere 😉

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Fuga al mare

Previsioni meteo : Pioggia battente con leggere schiarite…. Beh partiamo lo stesso?  Partiamo, certo!

Così eccoci aprire il cancello di casa sotto un scroscio di pioggia, un bagaglio piccolo visto che ci fermiamo solo il tempo di un week-end ed un bel sorriso stampato in faccia. Siamo con una coppia d’amici e se va proprio malissimo possiamo sempre giocare a burraco invece che girovagare nelle viuzze di cui la Liguria è ricca.

Andiamo in Liguria da “sempre”, mio marito è nato a Genova.  Non ho mai considerato questo pezzo di costa ligure adatta alle vacanze estive, forse sbagliando, ma per tutte le altre stagioni lo reputo il nostro posto ideale. Nervi è una piccolissima cittadina all’estremità di Genova, ha una bellissima passeggiata mare, dei parchi famosi per le tantissime varietà di rose che compongono i loro roseti e posti deliziosi dove mangiare trofie al pesto, pansotti al sugo di noci o fermarsi per un aperitivo rinforzato con focaccia ligure e mille altre leccornie che minacciano la linea….ma tanto ci fermiamo solo il week-end….

Apriamo la porta e la casa è gelida,  giusto il tempo di appoggiare i bagagli ed accendere il riscaldamento e siamo già fuori. La pioggia è cessata, il vento sta dandoci  una mano e cerca di respingere i nuvoloni neri  e noi, temerari,  non portiamo l’ombrello; direzione passeggiata mare.

La prima cosa che vedi quando sei alla fine del caruggio è una piccola spiaggetta di sassi lisci e il mare. Questa sera è infuriato, cavalloni che si infrangono sulla riva lasciando una schiuma bianchissima e un’aria umida e profumata di salsedine.

Dopo aver percorso i circa due chilometri della passeggiata mare facciamo stop al bar Alla Piazzetta. Ci accomodiamo  ed  io, da vera astemia, (lo so sono abbastanza imperfetta😬)  chiedo il mio cocktail analcolico alla frutta, una bontà e fra una chiacchera ed un morso al tramezzino delizioso che ho di fronte  stiamo a guardare il via vai di persone.  Cena e a casa.

Sabato mattina alzo la tapparella e vedo il mare grigio e cupo. Sta piovendo. Gli sportivi di casa si avviano alla corsetta mattutina ed io esco per acquistare giornali e focaccia. Si perchè colazione vuol dire focaccia fresca e caffelatte. Una leccornia che non a tutti può apparire tale ma vi assicuro che una volta provata  dà dipendenza (ma solo a Nervi, perchè la focaccia così buona la trovi solo qui).

Bene, che si fa ora visto il tempo? Ma si va a Chiavari! Ci sono metri di portici che ci ripararano dalla pioggia ed un posticino dove si mangia una farinata buonissima. Quindi verso il tocco siamo seduti da Luchin.

Finalmente si vede apparire un debole raggio di sole così verso sera rifacciamo una camminata e possiamo ammirare il mare al tramonto.

Domenica proprio annacquata!  Solo io potevo chiedere di andare a Santa Margherita per uno stop da Seghezzo vecchia bottega alimentare super chic dove trovo le mia adorate liquerizie salate. Credo che più bagnati di così non avremmo potuto….  i 100 metri che ci separavano dal negozio sono bastati per inzupparci…. Così dopo una fermata per farci mezza teglia, si avete letto bene, mezza teglia di focaccia al formaggio a Recco siamo tornati lemmi lemmi a casa per chiudere tutto e ritornare in quel di Varese.

Week end finito ma il colore del mare, il suo rumore e profumo sono ancora con me!

p.s. per la cronaca abbiamo giocato a burraco. Femmine battono maschi 2 a 1 😊

valentine’s day

La festa degli innamorati è ormai dietro l’angolo, i negozi cominciano ad esporre tutto ciò che ricorda questo appuntamento. Io personalmente non la amo particolarmente un pò come capodanno e la festa delle donne, sarà forse la piega puramente  commerciale che ormai gli attribuisco…. Eppure la storia di San Valentino la  trovo veramente romantica.

Sotto l’imperatore Claudio, vi parlo di qualche anno fa siamo nel 269 d.C. , furono banditi i matrimoni in quanto l’imperatore stesso riteneva che gli uomini del suo esercito venissero “distratti” dai loro doveri e visto che per i cristiani è sempre stato un sacramento importante San Valentino continuò a celebrare matrimoni nonostante il divieto imperiale. Venne imprigionato e condannato a morte. Durante la prigionia si dice si fosse innamorato della figlia del suo carceriere e prima di andare verso la morte le inviò un biglietto firmandosi “Il tuo Valentino” . Ecco il motivo per cui spesso (specialmente nei paesi anglosassoni) la firma sul bigliettino rivolto alla propria innamorata è quella.

Quando vivevo negli States ed i miei bambini erano alle elementari S. Valentino era cosa importante. Innanzitutto lì la festa è un pò allargata, mi spiego: se da noi festeggiano prettamente le coppie innamorate in America la cosa è direi più “ampia”. Bigliettini accompagnati da decalcomanie o dolcetti vengono scambiati tra tutti i compagni di classe. Anche a noi genitori arrivava un bel bigliettino con scritto “lot’s of love” generalmente con cuoricini disegnati, il regalino si fa anche alla maestra e  a tutte le persone  care. (così anche i singles non si sentono trascurati😬) Insomma vero business tant’è che subito dopo Natale arrivano i primi cioccolattini a forma di cuore, gli orsacchiotti e le mugs. Detto ciò ricevere un bigliettino fatto dal tuo bambino il giorno di S. Valentino lo trovo di una dolcezza incredibile (meglio di mille muffins al cioccolato!…)

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Se negli States i regali più comuni sono cioccolattini, orsacchiotti, fiori e tutto ciò che reca la scritta I Love You in altri paesi come la Danimarca img_1143ad esempio la tradizione vuole che alle proprie innamorate si regali un bigliettino intagliato su carta bianca e con scritto un poema divertente

Se ci spostiamo in Galles invece era uso comune regalare alla propria innamorata un cucchiaio di legno intagliato dal “Valentino”. Spesso l’intaglio era una chiave a simboleggiare l’ accesso al proprio cuore. Ma ancora più particolare è Mr. Jack Valentine, e qui siamo in Inghilterra, che lascia ai bimbi una candelina a forma di cuore ed un dolcetto.

Ma tornando a noi, mi ricordo che qualche anno fa feci una serata in onore di San Valentino. Tutti dovevano indossare qualcosa di rosso, a Roberto avevo comprato una fantastica cravatta bianca con giganti cuori rossi, è stata una serata carina e ci siamo divertiti, probabilmente volevo trovare una scusa per una cena….. 😬

Insomma con un certo anticipo vi auguro comunque di passare una bellissima giornata!

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