Ciao 2016

Ero un pò in dubbio su cosa scrivere come ultimo articolo del 2016.  Mi sarebbe piaciuto scrivere di moda ( lo so che non l’ho mai fatto prima ma mi diverte leggere giornali di moda, guardare le vetrine in centro e ogni tanto fare qualche acquisto fuori programma….), poi ho pensato ad una ricettina gustosa, di quelle insegnate dalla mia mamma, quelle che mi faceva quando ero piccola ed infine ho optato per raccontarvi quali sono i miei buoni propositi per l’anno nuovo. Lo so è un “classico” i buoni propositi che tutti facciamo ma che alla fine del mese di gennaio sono già finiti….. quindi mi sono detta: quest’anno devono essere pochi ma che si possano portare sino alla fine di dicembre del 2017.

Seguendo questo pensiero ho stipulato un contratto con me stessa:

  1. essere più paziente…. (non sarà facile, ma ci provo…)
  2. portare tutti i giorni il mio cane a fare una passeggiata di almeno 30 minuti (nonostante la pioggia, il caldo soffocante o la mancanza assoluta di voglia di mettere piede fuori casa)

Spesso con l’inizio del nuovo anno siamo presi dall’entusiasmo e vorremmo riuscire a fare tutto; perdere almeno 5 chili, frequentare il corso di fotografia, iscriverci alla stagione teatrale,  donare tempo a chi sappiamo possa trarne beneficio….. poi veniamo risucchiati dal vortice che sono spesso le nostre vite ed un pò per quello ed un pò “pigrizia” tutto salta. Bene quest’anno si cambia marcia iniziando da qui!

Voi li fate i buoni propositi? Si? E quali sono?  Aspettando di saperlo vi abbraccio, vi ringrazio per passare in questo mio angolo  e vi auguro un 2017 radioso come l’alba di questa mattina. A  presto  💋

Gisella

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La leggenda del panettone

Questa storia si svolge alla corte di Ludovico il Moro signore di Milano e sembra sia così che nacque il panettone, se siete curiosi leggete e scoprirete come il dolce tradizionale del Santo Natale fece il suo ingresso sulle tavole.

È un giorno di festa, stanno per giungere numerosi invitati e tutto è pronto per ricevere gli ospiti. Nelle cucine c’è un grande andirivieni di cuochi, sguatteri, valletti… Il pranzo ha inizio. Sulle tavole sontuosamente imbandite vengono servite le prime portate: carni arrostite, cacciagione, pollame, pasticci carichi di spezie… il tutto tra canti, risa, musiche, esibizioni di giocolieri.

Nelle cucine, intanto, il capocuoco sta vivendo un piccolo dramma: il dolce, preparato con infinita cura, è riuscito male e se ne sta afflosciato su un grosso vassoio d argento. Nessuno sa come rimediare al “misfatto”! Solo uno sguattero, di nome Toni, non si perde d’animo: si  rimbocca le maniche e impasta in fretta e furia in un grosso recipiente un pane a base di farina, lievito, uova, burro, zucchero, frutta candita e spezie. Quando già sta per infornare il pane, scopre un barattolo pieno di uvetta e aggiunge anche quella all’impasto.

Mentre nelle sale vengono serviti gli ultimi piatti, il pane nel forno lievita lievita, prende un bel colore dorato e diffonde intorno un delizioso profumo. Viene l’ora di servire il dolce. Lo sguattero, nascosto dietro un tendaggio, spia con ansia i commensali. Dietro di lui, ancora più preoccupato, sta il capocuoco: se il dolce non avrà successo le conseguenze saranno disastrose! Ma il successo è unanime: i commensali chiedono a gran voce al padrone di casa di conoscere l’autore di quello straordinario grosso pane che mai nessuno prima ha gustato. Lo sguattero, intimidito e confuso, viene sospinto nella sala e accolto con battimani. Qual è il tuo nome? – gli chiede Ludovico il Moro. Mi chiamo Toni – risponde il garzone arrossendo. Nella confusione generale si sente distintamente una voce: Chiameremo questo dolce il «pan del Toni»!

E con questo nome – panettone – il dolce ha fatto il giro del mondo.

Carino vero?  A casa nostra il primo panettone si taglia la notte della vigilia al rientro dalla messa. Dopo essere tornati a casa abbastanza infreddoliti (andiamo alla chiesa a piedi, quindi….) ci scambiamo  auguri e doni attorno all’albero illuminato. Tutti gli anni sono momenti magici, vedere gli occhi che risplendono ed i sorrisi che spuntano quando si aprono i pacchetti è una di quelle cose che non vorrei perdere per niente al mondo. Ed il panettone è lì, sulla mensola del calorifero a scaldarsi per farci gustare tutta la sua “delizia” ed  aspetta pazientemente il suo turno che presto arriva. Così dopo una fetta  ( o due?) del dolce natalizio per autonomasia ed un brindisi fatto con bollicine ci diamo la buonanotte. Domani, no anzi, è già Natale!

 

I biscotti di Natale e Csaba dalla Zorza

Ieri sera, con la mia amica Monica, abbiamo incontrato Csaba dalla Zorza (beh non è stato per caso, se proprio lo volete sapere….) Come sempre quando lei è nei paraggi ci sono cose ghiotte e profumini in circolazione…. Eravamo ospiti da Samsung Smart Home a Milano, che come una vera casa è fornita di parecchi  elettrodomestici, così Csaba ha preparato dei buonissimi biscotti natalizi, quelli che lei appende sull’albero di Natale ma che finiscono subito se si lasciano incustoditi, cotti in un forno super tecnologico.

 

La sua ricetta si trova su Merry Christmas, uno dei libri che trovano posto nella mia libreria ( libro che non aveva dedica e quindi ho fatto in modo di rimediare alla mancanza…)  ed oggi anche io mi sono messa all’opera  ed ho sfornato le mie stelle di Natale.

Vi voglio solamente dire che il mio sposo continuava a fare dei tour in cucina mentre io impastavo e tagliavo, e si mangiava la pasta dei biscotti cruda, deduco fosse proprio buona…

 

la conferma l’ho avuta quando finalmente cotti ne ho assaggiato uno. Beh “squisito” (forse sono un poco di parte in quest’affermazione..).

Volete la mia ricetta? ( è un mix fra la ricetta di Csaba e la mia “creatività”)

Per circa 40 biscotti vi serve:

  • 150 gr. burro morbido
  • 100 gr. zucchero
  •  50 gr. zucchero di canna
  • 300 gr. farina
  • sale un pizzico
  •  1 1/2 cucchiaino di 4 spezie (un mix di cannella in polvere, zenzero, anice stellato, chiodo di garofano)
  • latte q.b.

Monta il burro a pomata con gli zuccheri ed il sale. Aggiungi la farina poco alla volta, le spezie e la quantità di latte necessaria per far si che il composto formi una palla. Avvolgi nella pellicola e fai riposare in frigorifero per circa 30 min. Stendi sulla spianatoia infarinata ad uno spessore di circa  1/2 cm. e ritaglia con gli stampini.  Appoggia su una teglia coperta con un foglio  di carta forno e fai cuocere a forno caldo (180 gradi) e statico per circa 13/15 minuti.Fai raffreddare su una gratella e ….. gnam gnam.   Prima di infornare volendo puoi bagnare leggermente la superfice dei biscotti con acqua e poi coprirli con zucchero di canna.

Enjoy!!!

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un grazie speciale ad Elena di  Lumachella e panettone (la signora con il maglione giallo che ho rivisto con piacere ieri sera) per avermi permesso di utilizzare alcune foto scattate da lei.

Luci, riflessi e bagliori

Vi state chiedendo cosa ho fotografato? Bene, ecco, durante il nostro viaggio a Innsbruck abbiamo fatto una tappa a Wattens dove si trova la fabbrica Swarovski e dove abbiamo visitato il Kristallwelten. Anna una “guida” molto speciale ci ha introdotto nel mondo dei mille riflessi colorati ed è stato affascinante sentire raccontare la storia della famiglia e di come Herr Swarovski ha creato questo mondo di luci, riflessi e bagliori. L’azienda è ancora gestita dalla famiglia Swarovski (siamo alla quinta generazione) che continua ad innovare ed arricchire la sua produzione.

Per tornare alla mia foto d’apertura… si tratta di un’opera di due artisti, uno giapponese ed uno francese, che hanno creato delle nuvole dai mille luccichii che si  riflettono su uno specchio d’acqua nero, come accade alle stelle nel firmamento notturno. Il colpo d’occhio è sorprendente specialmente quando sono colpite dai raggi del sole.

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Tutte le nuvole sono composte da una retina metallica e da 800.000 gocce di cristalli Swarovski applicate a mano.

Questo paesaggio fantastico ci accompagna all’ingresso del museo Swarovski (il Gigante) dove un pool d’artisti ha creato 16 stanze. Passando da una all’altra si entra in mondi magici e con effetti  particolari creati con  cristalli, specchi e luci (lo sapete che le pietre sono artificiali e non cristalli naturali?)

Un consiglio spassionato, se avete l’occasione fermatevi in questo angolo dove l’ingegno dell’uomo ha dato il meglio di sè.

….ops dimenticavo, c’è anche la possibilità di fare acquisti, e secondo voi me la sono fatta scappare?

L’albero di Natale

C’era una volta, tanti anni fa, una bambina che la mattina di Natale si svegliava prestissimo e correva a piedi nudi, tanta era la fretta, in sala da pranzo. Lì trovava oltre ai doni ben “parcheggiati” sotto al pino anche l’albero completamente addobbato. Si perchè era Gesù Bambino, la notte in cui veniva, che lo preparava  con mille luci colorate, le palle di vetro e i fili d’argento disposti gentilmente sugli aghi dell’abete (ve li ricordate? ora anche cercandoli non si trovano più….). Era la magia allo stato puro, la meraviglia e lo stupore tutti gli anni si leggevano sul suo visino, gli occhi si sgranavano e la bocca si apriva, poi velocissime le manine cominciavano ad aprire i pacchetti che erano stati messi ai piedi dell’abete. La felicità per entrambe le cose (albero e doni) era tangibile.

Oggigiorno a casa mia  l’albero si prepara per gli inizi del mese di Dicembre (quest’anno siamo un pò in ritardo) ma per l’Immacolata fà sempre bella mostra di sè. Per tradizione da quando  i miei figli sono cresciuti lo facciamo tutti insieme. Si scende in cantina, si prendono i mille scatoloni e si sale i gradini, tirando qualche impropero per la fatica, ma alla fine tutto è piazzato in soggiorno; sì perchè il nostro albero ha il posto d’onore in casa, dove tutti lo possono ammirare sempre.  Si inizia a lavorare: prima lo si compone (anni fa comperavo quello vero come faceva la mia mamma quando ero bambina, ma ora abbiamo optato per uno bello ma “finto” ) e si mettono le lucine (e tutti gli anni si incrociano le dita per vedere se tutti i fili si accendono altrimente corse spasmodiche al negozio per la sostituzione…. ) quindi passiamo all’addobbo vero e proprio. È bello vedere Niccolò e Tommaso cercare negli scatoloni le loro palle preferite, quelle che per loro hanno un valore particolare. Quelle con scritto il loro nome ad esempio, quelle fatte alle scuole elementari oppure ancora quelle comperate quando si viveva all’estero; ricordare in quale occasione è stato comprato l’orsetto ora pronto per essere appeso o il nuotatore ed il  calciatore comperati quando  i loro sport erano una  vera passione. Regolarmente  cambio il posto alle palline appese da loro e lì fra sfottò e risate l’albero prende vita. Il puntale che è poi una stella viene ovviamente messo per ultimo e come sempre (anche quest’anno non ha fatto eccezione) non sta mai dritto e come tutti gli  anni ho detto che devo decidermi a cambiarlo magari in favore di un bell’angelo, ma sono sempre alle prese con i giochi d’equilibrio ed il risultato a volte è proprio ridicolo…. Quest’anno ho aggiunto ai soliti addobbi delle ghirlande con i popcorn fatte da me e dalla mia mamma,spero che resistano sino al giorno di Natale e che Zion, il mio cane, non se le mangi contento….. (eliminate da Zion prima ancora di metterle… le avevo lasciate incustodite…. 😋😌)

Ecco il nostro “capolavoro” ci accompagnerà nelle feste  sino al 6 Gennaio quando la Befana lasciando la calza se lo porterà via…

p.s. Durante “la lavorazione” musiche natalizie ci fanno compagnia, compito di Niccolò scegliere quali ascoltare!

 

Innsbruck

Il Natale si sa ci porta in un mondo incantato. È così che con una coppia di amici abbiamo passato un week end delizioso in una città che con la sua storia e le sue tradizioni ci ha fatto vivere un poco la favola. Innsbruck è una bella cittadina austriaca, capoluogo della regione del Tirolo e seduta ai piedi delle maestose Alpi; per il periodo natalizio si mette in ghingheri. Le luci, i profumi ( vin brulè e spezie), i palazzi del borgo antico fanno un pò sognare e il freddo sembra far parte dello spettacolo. (beh non l’ho poi patito tantissimo ero coperta fino ai piedi….).

Il nome della città deriva dall’unione del nome del  fiume che la attraversa Inn ed il ponte che lo varca Bruck. Appena arrivati abbiamo un pò girovagato, ci siamo avventurati nelle stradine addobbate a festa e abbiamo raggiunto la piazza dove le casette del famoso mercatino natalizio ci hanno accolti ( mercatino un pò deludente devo dire) ma…. al nostro arrivo una piccola banda sistemata sul famoso balcone dal tetto d’oro suonava una bella melodia natalizia ( quello invece bellissimo!!!)

La mattina successiva ci siamo diretti verso la cima delle montagne. Abbiamo toccato i 2.250 mt. grazie ad una progetto firmato da Zahra Hadid il grandissimo architetto morta recentemente. Un trenino e 2 funicolari ci hanno portato in un luogo gelido ma da cui si godeva una vista impareggiabile, la giornata limpidissima ci ha permesso di ammirare tutte le vette che circondano la Valle dell’Inn. Uno spettacolo davvero.

Innsbruck non è solo natura, il borgo antico ha palazzi bellissimi e la dinastia degli Asburgo Lorena ha lasciato la sua traccia. Il palazzo imperiale, dove Maria Teresa d’Austria soggiornava durante l’estate è ricco di stucchi, quadri (nella sale dei Giganti si possono ammirare i ritratti dei suoi famigliari fra cui i suoi 16 figli…. ) e arredi. La principessa Sissi , che non amava particolarmente la vita di corte a Vienna fuggiva in quest’angolo del Tirolo abbastanza sovente.

Ma ora vi voglio parlare di una tradizione abbastanza particolare, La Corsa Dei Krampus. Vi ho assistito x pura fortuna; eravamo nel piccolo villaggio di  Ampass e la sera verso le 19 abbiamo assistito al pauroso “spettacolo” ( giuro pauroso veramente!) La leggenda ci dice che nelle fredde notti invernali gli spiriti maligni andavano per villaggi a rapire bambini innocenti ed ingenui.  Così i Krampus, giovani uomini mascherati per nascondere le loro identità (con maschere di legno dipinte ed intagliate)  e sotto pelli di animali con l’ausilio di fiaccole, campanacci e catene (per fare tutto il rumore possibile),  correvano per i villaggi per impaurire, fare fuggire  gli spiriti maligni e salvare gli indifesi. Ecco ad Ampass ho assistito alla cosa e ho fatto qualche foto….

sufficentemente paurosi? Si? Tranquilli il mio prossimo articolo vi parlerà di qualcosa di molto più “brillante” …

 

 

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