Greenwich part II

Tutte le volte che ci siamo trasferiti abbiamo sempre fatto attenzione  che i ragazzi potessero continuare la loro vita senza “grandissimi” cambiamenti. Sò, che detto così sembra impossibile…  Certo nuova casa, paese, lingua (questa volta è andata bene, ancora inglese che parlavano già avendo vissuto  3 anni negli States quando erano alle elementari) scuola, amicizie. Ma abbiamo sempre cercato di dare continuità a quelle che erano le loro abitudini a partire dallo sport. Hanno frequentato buone scuole, e a Greenwich la High School per i ragazzi è “il centro del mondo”. Spesso si sente criticare il sistema scolastico americano, ma lasciatemi dire che in parte questa convinzione è errata.  Alla High School ci sono materie obbligatorie come: inglese, storia, matematica, chimica, fisica, business, psicologia, seconda lingua straniera, gouvernament studies, che hanno differenti  livelli di difficoltà (honor class e AP class), le materie scentifiche hanno bellissimi laboratori per fare esperimenti, ci si può applicare in studi che possono indirizzare ad una professione (teatro, fotografia, musica, falegnameria….) e lo sport può essere praticato a scuola in maniera seria. Da questo liceo sono uscite  molte persone che hanno ricoperto ruoli importanti nel paese, nelle scienze, nella musica nel business.

Proprio lo sport è stato  ciò che ha permesso ai miei figli di fare amicizie e conoscere tanti ragazzi velocemente. Essere in una squadra facilita la vita. I capitani all’inizio li hanno presi sotto la loro ala protettrice ed hanno spiegato come organizzarsi e, inizialmente, scortato Niccolò e Tommaso alla fine delle lezioni da una classe all’altra, alla mensa, agli allenamenti…. Insomma quasi “a piece of cake”,come si dice là, questo inserimento….

Quando tutto e tutti furono organizzati ho iniziato a vagabondare per la città ed i dintorni facendo tantissime scoperte. Prendevo la macchina e giravo, giravo…. ho visitato il Bruce Museum,  Mr. Bruce,un ricco mercante tessile, donò la propria abitazione alla città all’inizio del 1900. Il Bruce è un museo di Storia Naturale dove si possono ammirare reperti archeologici, minerali, c’è un’area dedicata ai nativi d’America oltre che a mostre d’arte itineranti.

Una tappa abbastanza classica era la Westchester Mall, uno di quei centri commerciali dove trovi di tutto ma proprio tutto!  Negozi chiccosissimi come Gucci o Tiffany & co,  grandi magazzini come Neiman Marcus, volevi acquistare un telefono? Apple store a portata di mano oppure cercare un nuovo servizio di piatti? William-Sonoma o Pottery Barn erano i miei preferiti ci entravo spesso anche solo per curiosare.

Mi piaceva guidare per le strade  che nascondevano ville da favola immerse nei boschi ed abitate dalla high class americana, oppure passeggiare in riva al mare o in uno dei tanti parchi che la città ha.

I ristoranti che ci  piaceva frequentare una volta fatte nuove amicizie erano Tengda, Mckenzies,  Kira Sushi, Pierangelo, Blue, di tutto un pò, si passava dal giapponese al classico americano con bisteccone e hamburger, all’italiano, dalla “pizzeria” alla cucina francese. Greenwich offre  parecchie scelte e non ce ne siamo fatte scappare molte….

Il ricordo di quei tre anni bellissimi  lo serberò sempre nel cuore e continuerò a tornarci a trovare gli amici che ho lasciato là. Lo sapete, chi trova un amico trova un tesoro e di questi tempi è cosa rara…

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13 Replies to “Greenwich part II”

  1. Non conoscevo nulla di quanto descritto. Ho cercato un po’ su internet, William-Sonoma è un po’ come il nostro Coin, giusto?
    Il Bruce Museum è proprio una casa! Mi immaginavo qualcosa di più grande. E’ stato un gesto molto nobile quello di Mr. Bruce.
    Beh, sto scoprendo una parte di America grazie a te!

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  2. ciao Lalla, william-sonoma è uno store tutto dedicato alla casa, non per quanto riguarda i mobili ma dai tessili, alle stoviglie, agli oggetti di cucina,ai libri, trovi anche preparati per biscotti, olii particolari…. uno spettacolo di posto dove il tempo passa senza accorgersene e alla fine devi fiondarti fuori e correre a casa, almeno a me un pò fanatica di tutto ciò succedeva spesso…. 😉

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  3. Un racconto bellissimo ed affascinante! Grazie mille per condividere con noi questa meravigliosa esperienza. È stupendo leggere i tuoi post!La voglia di andare in un posto così aumenta sempre. Un abbraccio

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